Versione stampabile Pagina stampabile

Perché i Marines a Sigonella

di A.T. 15 Maggio 2013         Letto 2043 volte
Già da alcuni anni, il Corpo dei Marines USA ha sviluppato gruppi operativi areo-terrestri con "compiti speciali" (in sigla SP-MAGTF), necessari, secondo gli alti comandi Usa, per accrescere la capacità di proiezione delle forze armate Usa. Il concetto di MAGTF è infatti classico nell'impiego dei Marines fin dalla guerra del Vietnam, integrando unità anfibie e di trasporto aereo in rapide operazioni offensive con un alta capacità di fuoco e di mobilità aereo-terrestre.
Delle Special Purpose MAGTF è evidente la relativa novità, vale a dire la capacità di svolgere una pluralità di operazioni other than war, come si dice oggi, cioè diverse dalla guerra, ma sempre finalizzate a combattere: addestramento di forze regolari e irregolari di Paesi terzi, infiltrazione in conflitti cosiddetti "a bassa intensità" come quelli libici o siriani, operazioni di guerra psicologica, raccolta di informazioni, fino a veri e propri interventi offensivi, come sabotaggio e uccisioni mirate, alla maniera israeliana.
Ovviamente questo tipo di unità si presta particolarmente oggi ad essere utilizzato dall'Africa Command (Africom), costituito nel 2008 dagli Stati Uniti per vigilare sull'evoluzione geopolitica in corso nel continente africano.
Africom ha sede a Stoccarda, in Germania, ed utilizza già da tempo, senza che la questione abbia minimamente interessato il nostro Parlamento, la base aerea di Sigonella in Sicilia.


Il ruolo dei Marines delle SP-MAGTF a Sigonella

Già dallo scorso anno, infatti, la SP-MAGTF 13 Africa, comandata dal ten. col. Dan Whisnat, è operativa su quella base e sarebbe stato importante che l'opinione pubblica italiana avesse ricevuto qualche informazione in più sull'impiego nell'area africana di questa unità, dato che essa agisce partendo dal nostro Paese. La SP-MAGTF Africa 13 si definisce infatti come una unità di spiegamento dei Marines "per sviluppare cooperazione per la sicurezza di teatro attraverso impegni multilaterali di addestramento". Tali attività si svolgono quindi in una ventina di Paesi africani, tra i quali il Senegal, il Burundi, l'Uganda, la Somalia ed il Ghana.
Dallo scorso ottobre, poi, Africom sta rafforzando la propria capacità di intervento, dato che al Comando è stata aggregata anche una unità di Berretti Verdi (le forze speciali Usa), con funzioni di in-extremis force, vale a dire di risposta immediata a situazioni di crisi improvvise nel continente.
In realtà, la prima SP-MAGTF africana su Sigonella è stata attivata fin dal giugno 2011, con la denominazione di Africa 12, divenuta poi da aprile 2012, Africa 12.2, per operare nell'area trans-sahariana con un effettivo di 180 uomini tra i quali si incontrano molti riservisti, tutti specialisti di diverso tipo: mortaisti, carristi, esperti di ricognizione, tecnici di esplosivi, esperti di logistica. Piuttosto singolare è anche il fatto che Africa 12 si addestrasse anche con militari provenienti da Paesi dell'est, tra cui Bulgaria, Romania e Georgia. Ovviamente, la motivazione è la lotta contro Al-Qaeda nell'area sub-sahariana.


Lo schieramento su Sigonella si potenzia

Nelle ultime settimane lo spiegamento Usa su Sigonella ha avuto un significativo incremento, in quanto, grazie ad una complessa esercitazione, alcuni MV-22B Ospreys del 2nd Marine Aircraft Wing, velivoli a rotori che rappresentano la punta più avanzata della capacità logistica Usa, hanno trasportato dal mare aperto, in Atlantico, alla base aera di Rota in Spagna e da lì a Stoccarda in Germania, per oltre 1400 miglia, 550 Marines della 26ma MEU (Marine Expeditionary Unit), che fa parte della II MEF (Marine Expeditionary Force), con base a Camp Lejeune in North Carolina.
Queste forze di élite sono poi state dislocate nella base di Moron in Spagna e da qui anch'esse a Sigonella, negli ultimi giorni, potenziando quindi lo schieramento offensivo Usa in Italia rivolto al continente africano, ma sicuramente anche utilizzabile in caso di un ulteriori approfondirsi o internazionalizzarsi della crisi siriana in Medio Oriente.
Sarebbe opportuno quindi che il neo-ministro degli esteri italiano, che ha dichiarato che tale dispiegamento su Sigonella avviene "secondo quanto previsto da accordi bilaterali con gli Usa" fornisse maggiori informazioni al Paese sul tenore di questi accordi, soprattutto in vista del possibile impiego di queste forze di un Paese terzo in scopi diversi dal semplice "rafforzamento della sicurezza del personale americano in Libia e per possibili evacuazioni".
Questo per chi si fosse dimenticato l'oltre mezzo secolo di sovranità limitata dell'Italia e la perdurante importanza del suo ruolo geo-politico, dalla fine della seconda guerra mondiale essenziale per la conservazione del dominio nordamericano a livello planetario.

Articolo