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Primo Maggio con la BlackRock

di G.C. 01 Maggio 2014         Letto 2121 volte
"Penso che probabilmente il maggior cambiamento cui stiamo assistendo è la crescita dell'impatto della politica sul mondo degli affari. Si tratta di un cambiamento progressivo che non è mai stato così grande. Possiamo testimoniare che oggi in Cina, in Europa, negli Stati Uniti è in atto un braccio di ferro fra il mondo degli affari, che è in cerca di messaggi forti e di leadership forti, e un po' più di coerenza da parte dei governi, rispetto a quello che i governi realisticamente possono offrire. Il ciclo di vita dei politici è davvero troppo breve. L'insicurezza sui politici, rispetto alla loro carriera, ha avuto un impatto molto serio. I governi non stanno agendo abbastanza prontamente"(1).
Non sappiamo se Matteo Renzi conosceva queste significative parole del fondatore, presidente e amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, quando lo ha incontrato a cena due giorni fa, al margine del Global Leadership Summit del maggiore fondo di investimento del mondo, di cui ci siamo spesso occupati sulle colonne di clarissa.it, indicandolo come uno dei punti di riferimento globali fra i masters of the universe, la classe dirigente della finanza mondiale che regge le sorti reali del pianeta.
Larry Fink, quindi, nella sua illuminante intervista rilasciata nel settembre 2012 alla McKinsey&Company, invocava una politica potremmo dire "di lunga durata", una politica di leader forti, in grado di corrispondere alle aspettative di stabilità del mondo degli affari.
Abbastanza singolare visione per un fondo di investimenti che ha raggiunto i 4.300 miliardi dollari di capitali investiti (rispetto ai 3.648 di solo tre anni fa), che è presente in 30 Paesi del mondo, i cui asset rappresentano più di due volte l'intero prodotto interno lordo italiano (1.910 miliardi di dollari) e superano anche quello tedesco (3.255), ai dati 2013, e sono oltre dieci volte la capitalizzazione della borsa italiana (438 miliardi di euro).
Per quanto paia strano, questa è solo la punta di un iceberg finanziario, perché quei 4.300 miliardi di dollari di capitali permettono di governarne almeno altri 10.000, attraverso la consulenza e la gestione di pacchetti azionari di controllo: fra questi soldi vi sono anche, non dimentichiamolo, 1.000 miliardi di dollari di fondi pensione, ad esempio, di milioni di cittadini americani.
Infatti a rivolgersi a BlackRock nel bel mezzo della crisi del 2008 non furono solo banchieri privati come la J.P. Morgan Chase o Morgan Stanley, ma la stessa Federal Reserve Bank di New York, per finanziare l'acquisto da 30 miliardi di dollari da parte di J.P. Morgan del gruppo Bear Stearns, o per il fallimento da 180 miliardi di AIG, o il salvataggio da 45 miliardi di Citigroup, e per quelli dei fondi assicurativi pubblici Fannie Mae e Freddie Mac, per 112 miliardi.
"Fu infatti BlackRock a gestire i 130 miliardi di dollari di "capitali tossici" che il governo degli Stati Uniti prese in carico come parte della vendita di Bear Stearns e del salvataggio di AIG; BlackRock controlla i bilanci di Fannie Mae e di Freddie Mac, che insieme assommano a circa 5.000 miliardi di dollari, e fornisce quotidianamente alla Federal Reserve di New York le analisi di rischio sui 1.200 miliardi di dollari di mortgage-backed securities [titoli assicurativi sui mutui] che la Fed ha acquistato nel tentativo di far ripartire il mercato immobiliare nazionale"(2).
Un gigante della finanza globale che detiene quote di peso crescente anche nel sistema bancario e industriale italiano, ed è per questo che per la prima volta tiene il suo summit annuale a Milano, per la prima volta nel continente europeo. BlackRock detiene infatti oggi il 6,5% Banco Popolare (dal 3,5 nel 2011); 5,246 Unicredit (dal 3,8); 5,05 Intesa Sanpaolo (dal 3); 5 Azimut; 5 Prysmian; 4,95 Atlantia (dal 2,2); 4,9 Ubi (dal 3); 4,9 Telecom (dal 2,8); 4,03 Fiat Undustrial (dal 2,7); 3,2 Monte dei Paschi di Siena; il 3 di Enel; 2,84 Generali (dal 2); 2,01 Mediaset. Per non parlare della sua presenza, ad esempio, nel capitale delle principali aziende tedesche come Adidas, Allianz, Basf, Deutsche Bank, Merck, HeidelbergCement.
Sono dunque i giganteschi detentori di capitali speculativi come BlackRock le forze finanziarie internazionalizzate che chiedono alle democrazie occidentali, ma anche ai paesi del capitalismo di Stato come la Cina, politiche più stabili, durevoli ed autoritarie. Sono queste in definitiva la forze portanti del sistema internazionale globale che spiegano il fatto che in Italia si siano già succeduti, in meno di tre anni, tre governi nessuno dei quali era diretta espressione della volontà popolare democraticamente espressa, per cui non può sorprendere il beneplacito che pare il Ceo di BlackRock abbia voluto concedere al primo ministro italiano Matteo Renzi, che è il più recente di questi primi ministri non elettivi.
Non a caso, del resto, negli Stati Uniti BlackRock porta anche con sé la fama di essere il "governo ombra" dell'economia del paese nordamericano, e questo ha suscitato serie perplessità sulle modalità con cui il ha potuto operare in regime di non concorrenza sui mercati finanziari, anche grazie alle personali entrature di Fink. "Il fatto che BlackRock abbia ottenuto contratti importanti senza alcun tipo di gara di appalto, con procedure avvolte nel segreto, ha suscitato opposizione al Congresso Usa e ha sollevato la questione dei rapporti che da lungo tempo legano Fink ai più alti livelli del governo, come con i segretari al Tesoro Henry Paulson e Tim Geithner".
Potremmo quindi leggere in modo completamente diverso le parole del capo di BlackRock e trovare in esse e nell'operato di questa grande multinazionale della speculazione finanziaria la conferma del fatto che il male che affligge le democrazie occidentali risiede nella capacità della finanza internazionale di condizionare la vita economica dei Paesi. In ultima analisi il male delle nostre economie è la prevalenza del potere del denaro sulla dignità del lavoro.
Un punto davvero essenziale, se ancora celebriamo il Primo Maggio.
 
 

1) Leading in the 21st century: an Interview with Larry Fink, McKinsey&Company, settembre 2012.
2) Larry Fink's $12 Trillion Shadow, Vanity Fair, aprile 2010.

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