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I soldati Usa analizzano la disfatta irachena

di Alfa Tau 22 Agosto 2007         Letto 3349 volte
Pubblichiamo la traduzione integrale dell’impressionante editoriale che sette sottoufficiali statunitensi della 82ª Divisione Paracadutisti, di stanza in Iraq e in attesa di reimbarco, hanno pubblicato sul New York Times, lo scorso 19 agosto. Si tratta di un documento impressionante per la lucidità, chiarezza e onestà intellettuale e morale, in cui i soldati americani, senza abbandonarsi ad alcun tipo di disfattismo, analizzano impietosamente tutti i fallimenti della guerra contro-insurrezionale statunitense in Iraq. In tre pagine scarse, questi soldati, che pure non mettono in discussione il loro dovere come militari, dicono più della migliaia di articoli che siamo abituati a leggere sui quotidiani italiani. La sostanza è che in Iraq, gli Usa segnano, dopo quella del Vietnam, la loro seconda sconfitta politico-militare dalla fine della II Guerra Mondiale, dimostrando la loro incapacità strutturale di vincere conflitti non convenzionali.
Sarebbe necessario cominciare a valutare con molta attenzione questo fatto, per ciò che esso potrà significare nel futuro delle strategie di un Occidente anglosassone che ha sempre contato sulla propria superiorità aero-navale per vincere i conflitti convenzionali. Il fatto poi che la guerriglia segni, nella storia della guerra moderna, un nuovo risultato a suo favore, richiede che anche su questo tema si torni a riflettere con attenzione, rammentando quanto sia stato lungamente dibattuto negli anni 60 e 70 il tema, che all’epoca veniva a sovrapporsi alla questione della guerra rivoluzionaria prestatosi a molti equivoci e strumentalizzazioni. La Russia e la Cina, fra gli altri, non potranno che guardare con molta attenzione a entrambi questi elementi. Una cosa è certa, questo articolo segna un momento di passaggio decisivo per gli Usa nelle vicende del pantano iracheno. Per questo ne consigliamo la lettura.
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