Versione stampabile Pagina stampabile

La nuova bomba atomica intelligente USA, su misura per l'Europa

di Alfatau 28 Agosto 2016         Letto 829 volte
Il 1° agosto 2016 la National Nuclear Security Administration (NNSA), agenzia semi-autonoma costituita nel 2000 nell'ambito del ministero dell'Energia statunitense, ha annunciato l'autorizzazione formale all'ingegnerizzazione della nuova testata nucleare B61-12. Questo annuncio, dopo quattro anni di attività di sviluppo dell'arma, segna l'inizio della fase finale che porterà alla produzione della prima unità della bomba nel 2020.
La testata nucleare B61-12 garantisce il rinnovamento per altri vent'anni della componente aerea della cosiddetta "triade nucleare", l'arsenale atomico statunitense, formato appunto da bombe portate da aerei, montate su missili intercontinentali basati a terra e lanciate da sottomarini lanciamissili in navigazione negli oceani.
Lo scorso luglio, dieci senatori americani avevano inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti Barak Obama con la quale gli si chiedeva di utilizzare i restanti mesi del mandato per “ridurre la spessa in armi nucleari degli Stati Uniti e limitare il rischio di conflitti nucleari", tra le altre cose "ridimensionando i piani di eccessiva modernizzazione nucleare”. La preoccupazione espressa da questi esponenti politici americani è legata alla maggiore precisione (30 metri di possibilità di errore, contro i 110-170 attuali) e possibilità di regolazione della potenza di scoppio della stessa, che ne fa un'arma cosiddetta intelligente, rendendone quindi più realistico l'impiego. La potenza della testata può infatti essere regolata da chi opera il lancio da un minimo di 10 a un massimo 340 kilotoni, tenendo presente che la bomba atomica lanciata ad Hiroshima il 6 agosto 1945 aveva una potenza stimata fra i 13 ed i 18 kiloton, che fu sufficiente ad uccidere 150mila civili.
La questione ci tocca da vicino in quanto la nuova B61-12 è destinata a sostituire le 180 più vecchie bombe dei precedenti modelli tipo B61 (ne sono stati prodotti dal 1963 oltre 3mila esemplari), attualmente stoccate in cinque Paesi europei: Belgio, Olanda, Turchia, Italia (ad Aviano e Ghedi) e in Germania, dove infatti la notizia di questa autorizzazione finale allo sviluppo della bomba ha provocato alcuni preoccupati interventi su organi di stampa.
Il programma di modernizzazione, che come tale non è soggetto ad alcun accordo internazionale, e quindi non rientra né fra quanto previsto dal trattato di non proliferazione nucleare (NPT) né da quello sulla riduzione delle armi nucleari (START) siglato da Usa e Russia, è costato ai contribuenti americani, nel solo 2015, ben 1,2miliardi di dollari, soldi che vanno a beneficio del complesso militare-industriale americano, ancora in grado di condizionare la politica elettorale americana. Ogni bomba verrà così a costare in dollari più del suo stesso peso in oro!
Lo scorso maggio 2016, Obama è stato il primo presidente americano a recarsi ad Hiroshima, dove ha pronunciato parole che i giornalisti si sono affrettati a definire storiche: “Settantuno anni fa la morte è arrivata dal cielo e il mondo è cambiato. Piango quei morti: ora un mondo senza atomiche”. È difficile capire come questa affermazione di un premio Nobel per la pace si concili con la decisione della NNSA americana, di cui Obama è comunque il primo responsabile, in quanto presidente degli Stati Uniti d'America.
Articolo