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Colori e parole. Kandinsky e Trakl

di Stella Sara Gencarelli 08 Marzo 2008         Letto 13248 volte
Ogni colore secondo Vasily Kandinsky, pittore astrattista russo che visse tra il 1866 e il 1944, possiede un suono che è possibile percepire grazie all'anima. Un'artista crea un'opera guidato da una necessità interiore che lo spinge a scegliere determinati colori creando quindi una sinfonia nuova ed irripetibile; come Kandinsky spiega ne "Lo spirituale nell'arte".
Il colore viene principalmente usato nella pittura, l'arte che riesce meglio ad esprimere l'incontro tra il colore stesso e la forma; quest'ultima può contribuire alla creazione di un nuovo suono. A differenza della pittura o della musica, la scrittura non è in grado di esprimere questi suoni con la stessa intensità: essi appaiono sbiaditi e flebili. Kandinsky scrisse: "Le tonalità cromatiche, come quelle musicali, hanno un'essenza più sottile, danno emozioni più sottili, inesprimibili a parole. Per questo le parole sono e restano accenni, segni abbastanza esteriori dei colori".
Il colore nella scrittura è sempre associato ad un oggetto o ad un'emozione in modo da renderli più vividi nella mente del lettore.
Un autore che utilizzò questa tecnica fu Georg Trakl. Egli, come Kandinsky, capì che ogni colore suggerisce un'emozione o uno stato d'animo e quindi un suono che fa vibrare l'anima del lettore come se guardasse un dipinto o ascoltasse una sinfonia. Nonostante l'affermazione di Kandinsky, Trakl trovò il modo di far giungere all'anima del pubblico dei suoni chiari e distinti creando armonie uniche.
Questo poeta austriaco visse dal 1887 al 1914 e la sua produzione artistica è formata da un centinaio di componimenti. La sua vita influenzò molto le sue opere: un difficile rapporto con i genitori, la dipendenza dalla droga, il rapporto incestuoso con la sorella Grete e la prima guerra mondiale sono i temi principali delle sue poesie. Trakl utilizzò il colore come mezzo di comunicazione con il lettore; l'elemento cromatico cattura immediatamente l'attenzione rendendo partecipe chi legge degli avvenimenti descritti dal poeta. In particolare alcune poesie sono caratterizzate da una forte presenza del colore; ad esempio il seguente componimento intitolato " Concertino".


Concertino

Un rosso che ti scuote come in sogno:
Il sole che attraversa le tue mani.
Senti il cuore impazzito dalla gioia
Prepararsi in silenzio ad un'azione.

Scorrono nel meriggio campi gialli.
Odi appena cantare ancora i grilli
Ed il duro falciar dei mietitori.
Ingenue tacciono foreste d'oro.

Brucia il marciume nella verde pozza.
Immoti stanno i pesci. Dio risveglia
Nella nebbietta un tintinnare d'arpa.
L'acqua darà ai lebbrosi la salute.

In ombre azzurre pende il cuor di Dedalo.
Tra i rami del nocciolo un odor di latte.
Suona a lungo il violino del maestro,
Fischiano i ratti nella corte vuota.

Dagli sconci parati della bettola
Fiorisce fredda una violacea tinta.
Spente le voci oscure dell'alterco.
Narciso: in chiusa un'armonia di flauti.


Un concerto è formato da suoni e voci. Nella poesia si possono udire un cantare di grilli appena percettibile e il rumore della falce dei mietitori. Poi una pausa: il silenzio delle foreste d'oro. Seguono strumenti a corda come  l'arpa, il violino del maestro, lo stridio dei topi, un decrescendo di voci litigiose e, nel finale, un accordo di flauti.
Più che di suoni, questo concerto è fatto di colori. Un rosso sangue che traspare fra dito e dito quando si guarda una mano contro il sole; un torrente di campi gialli, di grano maturo; l'oro dei boschi; le pozze verdi, ombre azzurre; il viola delle brutte tappezzerie nell'osteria. Trakl descrive un concerto composto da suoni e da colori che provocano a loro volta dei suoni. Ogni colore suggerisce un suono diverso ed una diversa reazione.
Il rosso agisce sull'interiorità in modo molto vivace. Esso è il colore delle passioni profonde come il suono al quale corrisponde. Questa tinta potrebbe essere paragonata al suono grave di un violoncello ma, se resa più chiara dal bianco, diventerebbe più acuta come il suono del violino; mentre sarebbe una tuba se venisse aggiunto del nero.  In questa poesia il rosso è un violino che irrompe con la sua intensità capace di scuotere anche in sogno.
Il giallo  è il colore tipico della terra. Dal punto di vista psicologico è la follia intesa come eccesso di irrazionalità. Il giallo è il colore con il suono più acuto paragonabile a quello di uno xilofono. Nel componimento il giallo può essere inteso come colore dei campi di grano o quello della fine dell'estate e l'inizio dell'autunno: la stagione preferita dell'autore.
Il verde, secondo Kandinsky, è "il colore più calmo che ci sia: non si muove, non esprime gioia, tristezza, passione, non desidera nulla, non chiede nulla". Il verde della poesia è marcio, riconduce il lettore all'idea di palude. È un verde scuro, carico di blu: è pensieroso e serio. Ha un tono calmo e semi-grave, come quello del violino. Il marciume brucia in questa pozza scura e quieta nella quale i pesci non si muovono; come se stessero ascoltando il concerto.
L'azzurro si ottiene mescolando del bianco al blu. La nota che si produce è  più acuta quanto più l'azzurro è chiaro, fino a raggiungere la calma assoluta: il bianco. Dal punto di vista musicale è un flauto. Secondo Trakl le ombre sono azzurre e fredde. Dedalo, il grande inventore mitico greco, nasconde il suo cuore tra di esse; forse è un'ombra anch'esso a causa della morte di Icaro, suo figlio. Le ombre possono anche rappresentare il labirinto costruito da Dedalo per Minosse nel quale venne confinato il Minotauro e dove, in seguito, vi si nascosero l'inventore stesso ed il figlio.
Il viola è un rosso fisicamente e psichicamente più freddo, ha in sé qualcosa di malato. Assomiglia al suono del corno inglese e quando è più profondo può sembrare un fagotto. Questo è il colore delle pareti; l'autore dice che la tinta fiorisce come se il viola stesse inghiottendo tutto quello che gli sta intorno.
Per finire, la poesia termina con un'armonia di flauti e Narciso: il giovane innamorato di se stesso.
Georg Trakl è un poeta che cerca di rappresentare la realtà, o la sua realtà interiore, mostrandola in tutta la sua crudezza, senza tralasciare il minimo dettaglio. Le immagini che l'autore ci propone sono istantanee, la mente le visualizza rapidamente ed i colori che tingono immediatamente ogni oggetto e persona producono un suono che, mescolato ad altri, crea una sinfonia udibile solamente dall'anima.
Questo è il caso della seguente poesia: "In riva alla palude".


In riva alla palude

Viandante al vento nero; piano mormora il secco canneto
Nella pace della palude. Nel cielo grigio
Passa uno stormo di uccelli selvatici;
Volando di sbieco su foschi acquitrini.

Tumulto. Da una capanna cadente
Svolazza con ali nere putredine;
Storpie betulle sospirano al vento.

Sera nell'osteria desolata
È aureolata dalla dolce tristezza dei greggi brucanti.
Appare la notte: rospi emergono da acque d'argento.

    
Ogni palude simboleggia il disfacimento. Il viandante solitario si sofferma sulla riva: il vento nero, grigio il cielo, secche le canne, nere le ali della putrefazione, storpie le betulle, abbandonata l'osteria. Dall'acqua inquietante emergono solo dei rospi.
Il componimento si apre con la figura del viandante, molto cara a Trakl. Infatti l'autore lo utilizza nella maggior parte delle sue poesie probabilmente a causa dell'odio per la città in generale e, in particolare, per quella in cui vive: Innsbruck. Trakl vorrebbe essere quel viandante per il quale ogni giorno è imprevedibile, che viaggia per le campagne di villaggio in villaggio. La città è sporca, priva di anima, abbietta e corrotta.
Il vento soffia forte sul viandante ed un vento nero che spira anche nel canneto producendo un dolce rumore.
Il nero rappresenta qualcosa di spento, di immobile. Musicalmente è la pausa finale: dopo questa non si avverte più nessun suono. Se il colore è apposto su una superficie nera allora quest'ultimo acquista forza e vigore ed il suono è più vibrante che mai.
Il vento nero è un presagio di sventura, di morte; infatti soffia in un luogo in cui tutto è in putrefazione. Nel cielo grigio volano degli uccelli selvaggi, anch'essi messaggeri di morte.
Il grigio è la mescolanza di bianco e nero. Rappresenta l'immobilità ma, a differenza del verde, è un'immobilità senza speranza. Più diventa scuro, più si accentua la sua desolazione e cresce il suo senso di soffocamento. Se diventa più chiaro è percorso da una segreta speranza di respiro.
Georg Trakl è un autore estremamente tormentato. La precedente poesia è solo un esempio dello stato d'animo che accompagna il poeta in ogni momento della sua vita. La sorella minore, Grete, era una delle due principali cause del suo tormento. I due fratelli condividevano un rapporto incestuoso che portò l'autore ad avere delle crisi di tipo nervoso e religioso; al punto da chiedere perdono per il suo peccato alla Madonna anche se era protestante. Trakl provò un forte senso di colpa a causa di questo rapporto ma, allo stesso tempo, non riuscì a smettere di amare Grete, la considerava "la fanciulla più bella, l'artista più grande, la donna più straordinaria".
Questo rapporto ossessivo tra i due fratelli si crea nella prima adolescenza di Georg, già molto attratto dalla sorella. Essi non avevano avuto una madre presente e attenta alle loro esigenze, anzi: era una donna fredda che non diede affetto ai propri figli. Georg e Grete cercarono questo affetto l'uno nell'altro trasformando presto questo sentimento in un amore proibito. La poesia che segue è intitolata "Passione"; viene proposto un estratto composto da una quartina e due terzine, le strofe più significative.

 
Passione



Chi piangi tu sotto alberi crepuscolari?
La sorella, amore fosco
D'una specie selvaggia cui fugge
Su ruote d'oro il giorno rombante.



Lupi noi due nel bosco sinistro
Il nostro sangue mescemmo in amplesso di sasso
E gli astri della nostra famiglia ci caddero addosso.



Sotto scuri olivi
L'angelo rosso dell'alba
Sorge dal sepolcro degli amanti.


La poesia è ambientata in una sera d'autunno e l'autore si domanda chi sta riposando sotto agli alberi vicini al canneto. Trakl continua a guardare e vede la figura di un giovane che "arde purpurea", cioè brucia di peccato. La madre addolorata di quest'ultimo cerca di nascondere la vergogna infamante compiuta dal figlio.
Il poeta chiede, quasi fosse un'invocazione, che il neonato possa morire prima "d'aver gustato il frutto rovente amaro, della sua colpa", cioè prima di aver commesso lo stesso peccato dei due fratelli: l'incesto.
Qui l'autore scorge chiaramente chi è sotto agli alberi all'ora del tramonto: la sorella Grete che sta piangendo a causa della passione per il proprio fratello, una passione che "fugge su ruote d'oro il giorno rombante"; ossia che è possibile condividere solamente la notte, lontano da tutti e durante il giorno deve essere tenuta segreta.
L'oro indica il giorno, l'alba. Il sole stesso è oro perchè irradia tutto ciò che gli sta intorno; ma per i due amanti è un nemico che li separa fino al tramonto successivo. Questo colore ha la stessa valenza del giallo ma con una connotazione positiva per ciò che simboleggia.
In seguito Trakl descrive la sorella come una sposa cadavere. Lei aspetta sempre sotto agli alberi l'arrivo del suo amante, il fratello, ma il suo viso è deturpato dalla lebbra ed i suoi capelli sono selvaggi, sembrano dei rovi. Questa è la punizione che, nell'immaginario del poeta, Grete deve subire per la sua empietà.
L'autore descrive se stesso e la sorella Grete come dei lupi  che nel bosco hanno mescolato il loro sangue, lo stesso sangue. Trakl non lascia nulla all'immaginazione; nell'usare la parola "amplesso" è esplicito; non lascia nessun tipo di libera interpretazione: ammette la relazione incestuosa con la sorella.
Quando i due fratelli si unirono "gli astri della nostra famiglia ci caddero addosso". Trakl è conscio del fatto che la sua relazione con Grete è uno sbaglio ed è consapevole della disapprovazione della sua famiglia e dei suoi antenati. Il peso del senso di colpa grava su di loro in modo inesorabile.
La poesia si conclude con l'immagine di un angelo rosso che "sorge dal sepolcro degli amanti". Il rosso, in questo caso, simboleggia il peccato. L'angelo sorge all'alba, il momento in cui Georg e Grete si devono separare. Egli è la personificazione della trasgressione compiuta dai fratelli e si allontana dal sepolcro, cioè dal luogo in cui i due giovani si incontrano, come presto dovranno fare loro.
La seconda causa del tormento di Trakl è la prima guerra mondiale, più precisamente la consapevolezza dell'imminente scoppio. Infatti, il 28 luglio del 1914 ci fu l'attentato a Francesco Ferdinando D'Asburgo e questo scatenò il conflitto mondiale. Nell'agosto dello stesso anno Trakl è chiamato alle armi e, aggregatosi a una colonna di sanità, va in Galizia. Durante la ritirata da Grodek tenta il suicidio ma viene salvato dai commilitoni. Il poeta viene mandato a Cracovia per alcuni accertamenti psichiatrici; qui, il 4 novembre 1914, a causa di una dose eccessiva di cocaina, muore di paralisi cardiaca.
La seguente poesia è intitolata "Grodek" ed l'ultimo componimento di Georg Trakl prima del suo suicidio.


Grodek

I boschi d'autunno rombano a sera
D'armi mortali, e le auree pianure
E i laghi celesti, sui quali rotola il sole
Più lugubre; abbraccia la notte i guerrieri
Moribondi, il lamento selvaggio
Delle loro labbra straziate.
Quieto si agglomera nel saliceto
Nube scarlatta, dimora d'un Dio corrucciato…
Il sangue versato, frescura lunare;
tutte le strade convergono in nero marciume.
Sotto le rame d'oro del bosco silente,
sotto le stelle, l'ombra della sorella barcolla
a salutare le anime eroiche,
le teste lorde di sangue;
e nel canneto sommessi
suonano i cupi flauti autunnali.
Oh lutto orgoglioso! Altari di bronzo,
un immenso dolore nutre, quest'oggi,
la fiamma cocente dell'anima,
i non nati nipoti.


La lirica tratta il tema della guerra e dei suoi orrori. Grodek è una cittadina della Polonia nella quale si scontrarono i russi ed i tedeschi. Trakl partecipò a questa battaglia e alla seguente ritirata dell'impero austro-ungarico. La stagione in cui è collocata la poesia è l'autunno ed i boschi sono carichi di rumori a loro estranei: i rumori del combattimento. Il momento della giornata è il crepuscolo ed i soldati vengono avvolti dal buio. Alcuni di loro sono moribondi e feriti ed urlano contro gli orrori della guerra che devono subire.
Al di sopra del bosco di salici si crea una nuvola rossa, carica del sangue dei caduti, nella quale un Dio arrabbiato guarda la scena che si svolge sotto di lui. Egli è arrabbiato, adirato con gli uomini per la loro stoltezza. La nube è scarlatta, carica di vigore ed irruenza; il tramonto la colora di questa tinta. Questo è il colore del sangue dei soldati caduti in battaglia. Le strade sono putrescenti e nere a causa di corpi dei militari che marciscono.
La sorella, Grete, è presente anche qui: è solo un'ombra che rende omaggio ai soldati. Lei, come nella precedente poesia (Passione), è sotto ad un albero ed onora sia i caduti che i morenti. I rami degli alberi sono d'oro perché le foglie stanno ingiallendo a causa dell'arrivo dell'inverno; possono anche essere d'oro perché riparano la sorella tanto cara a Trakl.
L'autore schernisce chi ritiene che sia un onore morire in battaglia: un altare di bronzo non vale quanto una vita. Il dramma è interiore: il pensiero dei soldati è per quei figli e nipoti che mai avranno e mai potranno conoscere.
    
Georg Trakl condusse una vita segnata da eventi drammatici che lo portarono ad una fine altrettanto tragica e dolorosa. Nella sua esistenza egli riuscì a comporre non solo delle semplici poesie nelle quali esternò la sua sofferenza, ma delle vere e proprie sinfonie in grado arrivare direttamente all'anima del lettore. Il colore è in grado di rapire chi legge portandolo ad una dimensione diversa e più profonda in cui tutto assume un aspetto diverso e viene avvertito con una sensibilità maggiore.
Le teorie di Kandinsky sul colore, sebbene riguardino la pittura, si applicano perfettamente alle liriche trakliane; non a caso sono contemporanei. Il colore è l'elemento fondamentale sia della pittura di Kandinsky che della poetica di Trakl, entrambi sono il simbolo di un cambiamento radicale nel modo di percepire la realtà in un periodo drammatico e in rapida evoluzione.
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