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Aumenta la presenza navale Usa davanti alle coste dell'Iran di A.T.
Pubblicato il 29 Giugno 2010
 
Informazioni dettagliate sullo spiegamento statunitense che fronteggia l'Iran vengono fornite dal sito www.debka.com, assai vicino agli ambienti militari e dell'intelligence israeliana: quella che viene denominata "l'armata statunitense contrapposta all'Iran" conta oggi su di una terza portaerei, la USS Nassau, che imbarca il 24° gruppo anfibio di pronto intervento dei marines, portando in tal modo a oltre 10.000 uomini la presenza militare americana dinanzi alle coste iraniane.
La USS Nassau è tecnicamente un'unità da "assalto anfibio", ovverosia meno grande e potente di una portaerei vera e propria, anche se dotata di ponte di volo e di numerosi velivoli, ma è soprattutto idonea al trasporto di unità anfibie, come appunto quella dei marines appena menzionata. Opera di norma, ed anche in questo caso, in combinazione con due grandi unità da trasporto e sbarco truppe e mezzi, la USS Mesa Verde e la USS Ashland.
La USS Nassau era stata impiegata nel gennaio di quest'anno nelle acque di Haiti, dopo il terribile terremoto subito dall'isola caraibica.
Le altre due portaerei dislocate nel Golfo, entrambe a propulsione nucleare, guidano un gruppo di attacco aero-navale ciascuna: la USS Harry S. Truman ha al suo seguito ben dodici navi da battaglia ed è dislocata dinanzi alla maggiore base navale della Guardia Rivoluzionaria iraniana, quella di Chah Bahar, quasi al confine fra Iran e Pakistan, e dunque affacciata sull'Oceano Indiano.
Anche la portaerei nucleare USS Dwight D. Eisenhower opera con il suo gruppo di attacco nell'Oceano Indiano, ma più ad occidente, completando il controllo delle coste iraniane.
All'arrivo della terza grande unità navale americana, che ha varcato da poco lo stretto di Bab el Mandeb, è probabilmente da collegarsi, sempre secondo la fonte israeliana, la decisione iraniana di far rientrare in porto la nave mercantile destinata a forzare il blocco di Gaza: gli Usa infatti avrebbero potuto intercettare e fermare la nave, utilizzando come motivazione legale le nuove sanzioni appena approvate dalle Nazioni Unite contro l'Iran.

 
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